mercoledì 17 settembre 2008

Joshua Lawrence a Confronto 2008,

Sabato 20 settembre, ore: 18.30 presso il Teatro Comunale dell'Aquila terro una lezione dal titolo: "La campagna elettorale U.S.A. - Tecniche di comunicazione e marketing politico negli States”
Il seminario si svolgerà in forma di intervista con il Dr. Paolo Ghersina.

Il seminario, come tutti i corsi nei tre giorni, e a titolo gratuito. Si può iscrivere online (http://www.confronto.org/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=Iscrizione2) oppure contattare la segreteria organizzativa:
Segreteria Organizzativa
info@confronto.org
+ 39 392 12 04 722
http://www.confronto.org

Confronto è la prima scuola di formazione politica, nell’Italia della seconda Repubblica, che supera il concetto di scuola di partito e/o di corrente e si caratterizza per essere al di sopra delle parti e per promuovere un nuovo modello di rapporto tra la classe politica e la società.

Programma Completa delle tre giornate: http://www.confronto.org/index.php?option=com_content&view=article&id=67&Itemid=59

Wallet politics

Tra gli studiosi e gli appassionati delle elezioni presidenziali americane è diventato quasi un cliché il famoso "It's the economy, stupid" che Bill Clinton metteva in mostra in tutti i suoi uffici elettorali e durante tutte le riunioni. La focalizzazione sulle preoccupazioni economiche degli americani ha portato Clinton alla presidenza contro tutte le previsioni (tranne le sue).
Il fallimento della Lehman Brothers e la situazione instabile del gigante assicurativo A.I.G hanno messo sotto il naso di tutti l'urgenza dei temi economici. L'impatto della candidatura dalla Palin aveva distolto, come speravano gli strateghi repubblicani, l'agenda politica dalla crisi economica molto sentita dall'elettorato. Infatti, con poche eccezioni, le elezioni d'oltre oceano sono decise da come stanno economicamente gli elettori. Quanto più sono diffusi il benessere e il senso che l'economia stia migliorando tanto più è probabile che il partito al potere manterrà la Casa Bianca. Allo stesso modo ha più probabilità di vittoria il più capace di convincere gli americani che il loro conto in banca potrà migliorare e, grezzamente, aumentare la quantità di banconote nel proprio portafoglio ("wallet", appunto, in inglese).
Se Obama vuole vincere deve riportare il dibattito pubblico e mediatico sull'economia e far sì che ci rimanga, e John McCain lo sa.

(pubblicato prima su www.agenziaelettorale.it)

lunedì 23 giugno 2008

Consumption VS Conservation

Elezioni Usa: l'ambientalismo e la sfida del caro-energia

Nonostante il primato di principale consumatore di energia e di risorse – sia in termini pro-capite che assolute – gli Stati Uniti hanno recentemente dato vita ad alcuni dei primi e più diffusi movimenti ambientalisti. Questa apparente contraddizione è arrivata in primo piano nelle elezioni presidenziali americane grazie a due avvenimenti di questa settimana: la tensione tra preservare l’ambiente e il costo dell’energia. Da un lato, il premio nobel e ex vicepresidente Al Gore ha annunciato il suo sostegno ufficiale per il candidato democratico ha affermato martedì che Obama è “un candidato che, rispondendo a coloro che dubitano sulle nostre capacità di risolvere la crisi climatica e creare un futuro luminoso, ha ispirato milioni di persone a dire “Si, si può fare”. Dall’altro lato, il candidato repubblicano John McCain ha annunciato lunedì (con il ventilato sostegno del Presidente) che un punto chiave nel suo programma energetico è il ritiro del blocco sullo sfruttamento di riserve di gas e petrolio dai bacini lungo le coste.

Il Congresso ha imposto un moratoria in tutte le acque costieri (tranne il Golfo di Messico e alcuni parti dell’Alaska) già nel 1981, e il primo Presidente Bush ha imposto un altro blocco con un decreto esecutivo nel 1990 a seguito esteso da tutti i suoi successori (scadrà nel 2012).

McCain ritiene necessario l’apertura a nuove esplorazione e sfruttamento lungo le coste sia per favorire la riduzione del prezzo del petrolio, sia per le risorse che arriveranno allo stato dalle nuove licenze concesse. Obama, invece, vuole mantenere la moratoria, e afferma che comunque, anche se si facesse non potrebbe avere un impatto sul prezzo del petrolio in meno di 5 anni.

Comunque, al di là delle implicazioni reali dei due annunci sull’economia americana, è opportuno chiedersi che tipo di impatto avranno le questioni ambientali e economiche nelle elezioni del 3 novembre è opportuno chiedersi che influenza avranno le questioni ambientali sul comportamento dell’elettorato e se tali questioni entreranno in conflitto con il desiderio di prezzi più basse alla pompa. In altre parole, che cosa è più importante all’elettore americano: i SUV o la sicurezza ambientale delle coste per la flora e la fauna che ci abita, foche incluse.

Una cosa è sicuro: il carobenzina sta già modificando pesantemente il comportamento degli americani – che snobbano sempre di più le vetture ad alto consumo, mettendo in crisi le case automobilistici stelle e strisce. In altre parole, l’alto prezzo del carburante sta già cambiando il rapporto degli americani con la macchina. L’ironia è che insostenibilità dei costi potrebbe modificare in modo duratura il comportamento del consumatori americani con un impatto positivo sull’ambiente che difficilmente sarebbero stati possibili attraverso la regolamentazione governativa.

apparso originalmente su Insidernews.it (http://www.insidernews.it/leggi.asp?id_notize=108)

SUV o orsi polari?

Due avvenimenti recenti della campagna elettorale americana risollevano una questione di base della politica americana (se non mondiale) - la tensione tra preservare l'ambiente e il costo dell'energia. Da un lato, il premio nobel ed ex vicepresidente Al Gore ha annunciato il suo sostegno ufficiale per il candidato democratico affermando che Obama è "un candidato che, rispondendo a coloro che dubitano sulle nostre capacità di risolvere la crisi climatica e creare un futuro luminoso, ha ispirato milioni di persone a dire "Si, si può fare".

Quasi contemporaneamente il candidato repubblicano John McCain ha annunciato (con il ventilato sostegno del Presidente) che un punto chiave nel suo programma energetico è il ritiro del blocco sullo sfruttamento di riserve di gas e petrolio dai bacini lungo le coste (vietati quasi ovunque nel paese dal 1990).

Al di la dei meriti concreti dei due annunci è opportuno chiedersi che tipo di impatto avranno le questioni ambientali ed economiche nelle elezioni del 3 novembre e chiedersi se tali questioni entreranno in conflitto con il desiderio di avere prezzi più bassi alla pompa di benzina.

In altre parole, che cosa è più importante per l'elettore: il Suv o la sicurezza ambientale della flora e della fauna che popola le coste, foche e orsi polari inclusi.



(orginally published here: http://www.agenziaelettorale.it/electionrace/suv.html)

lunedì 26 maggio 2008

"It's not over until the fat lady sings"

C'è molta speculazione, in America quanto in Italia, sull'eventuale ritiro della candidatura della Clinton dalla corsa alla nomination dei democratici. Sono rimasti da decidere una manciata di stati e oramai le sue chance di acchiappare numericamente la nomination son paragonabili a quello della Roma di superare l'Inter a due giornate dalla fine del campionato. Insomma, non ci scommetterei soldi miei.
Come mai, allora, non si ritira?
Un'ipotesi è che, seppur improbabile acciuffare un sorpasso, nel circo della democrazia che è la Convention, intende far senitire il suo peso.
Ma per capire veramente la mentalità americana si deve ricordare che i sostenitori dei candidati presidenziali non sono così diversi dai tifosi della Roma. Arrivati fin qui, la Clinton sa che milioni dei suoi sostenitori pretendono che vada fino in fondo.
Per dirla con una vecchia canzone: It's not over until the fat lady sings.

mercoledì 5 marzo 2008

Maybe he meant "Claudia Cardinale"

"Lo slogan "si può fare" l'ha inventato lei un anno fa" - è la dichiarazione del Ministro della Pubblica Istruzione Beppe Fioroni sulla candidatura nel Pd di Daniela Cardinale, figlia dell'ex ministro Salvatore Cardinale. (http://www.corriere.it/politica/parolepolitica/08_marzo_05/)

Non ho visto i sondaggi o i focus group, ma non credo che i giovani o le donne del PD si sentono rappresentati da una candidatura come la Cardinale. Sospetto che tanti siano un po' delusi dopo tanti discorsi sul "merito".
Gian Antonio Stella si diverterà molto con questa lista di candidati.

Oh, e se il Ministro naviga in Internet può andare a vedere che il Candidato Obama sta usando lo slogan da quando ha vinto le elezioni a Senatore dell'Illinois.

Per vedere uno vecchio spot suo: http://www.akpdmedia.com/ads/index.html

lunedì 3 marzo 2008

Se 59 vi sembran pochi

C'è chi, tra gli operatori politici italiani, crede molto nel potere della Rete. Non ha tutti i torti. Si può affermare che la l'utilizzo dello strumento internet abbia giocato un ruolo importante sia nella campagna elettorale del 2006 che nella creazione del Pd. Il blog di Grillo è diventato un caso mediatico internazionale. I siti delle campagne elettorali americane - di entrambi gli schieramenti - sono molteplici e ben mirati. L'importanza della Rete nella vita politica statunitense è confermata, nel mio piccolo, dai link video che mi inoltra regolamente la mia prozia ottantenne dal Milwaukee.

Ma, come si sa, durante le elezioni si vede una proliferazione di media, nuovi e vecchi. L'efficacia dei quali dipende da molti fattori: sollecitano interesse e utilizzo, riescono a motivare "i credenti" o a far cambiare voto agli indecisi. Solo dopo le elezioni, tuttavia, è possibile dare un giudizio completo sul ruolo della Rete. Ma una cosa comincia ad apparire già chiara: anche in politica, attivare forum di per sè non fa notizia.

L'esempio più lampante è il lancio di ben 59 forum tematici del Partito democratico. Una conferenza stampa affollata in Via Sant'Andrea delle Fratte ma, il giorno dopo, dell'evento si trovava solo qualche breve riferimento in chiusura di qualche articolo. Nessuna traccia, il giorno dopo, su organi di partito come Europa e L'Unità.

Certo, dipende anche dall'insieme delle altre notizie del giorno. Ma scometto che il semplice fatto di aver aperto dei forum non interessa più a nessuno, se non a pochi appassionati della discusione politica sulla Rete - ma anche loro spesso preferiscono altri "luoghi": blog già popolati di visitatori, i forum dei principali quotidiani, i social network.

Non è bastato neanche il numero ambizioso di forum (ben 59) e alcuni titoli curiosi ("Prospettiva Nevskji", "Le disuguaglianze nella salute").

E forse non è un caso che oggi, a circa una settimana dal loro lancio, arrivarci dalla home page del Pd è un compito arduo.